Privacy PolicyCentro Teatrale Artigiano - Sede Fiscale: Via Monte Zebio 14/c 00195 Roma - Partita Iva e Codice Fiscale: 13195511004SteveR
Bellezza Orsini. La costruzione di una strega.Rappresentazione Teatrale in occasione della Domenica di carta 2021Domenicadicarta2021,il10ottobre,pressolaBibliotecaAlessandrinadell’ArchiviodiStatodiRoma,laCompagniadelCentro TeatraleArtigianodirettadaPietroLonghihaorganizzatounarappresentazioneteatralecheevidenzieràlafigurafemminile, Bellezza Orsini, protagonista nel Cinquecento di una vicenda drammatica.Nel1528BellezzaOrsini,figlianaturalediPietroAngeloeservadegliOrsini,feudataridiMonterotondo,accusatadistregoneria inseguitoallafamapubblicasuisuoimaleficiconleerbe.ProcessataetorturatanellaRoccadiFianoRomano,finìpercedere alleaccusepassandodaunadecisadifesadeisuoicomportamentialladescrizionedelsabbaconildiavoloattornoall’alberodi noce di Benevento.Allacondannatavieneapplicatalatorturariservataagliuomini,senzaleattenuazioniusualiperledonne,inquantostrega.Al settimotrattodicordaBellezzacrollaaterraeconfessadiesserestrega,diavereinsegnatola“stregoneria”atantissimepersone e di aver ammalato e guarito per denaro.L’eventohaunepilogotragico.Ilnotaiostesso,chetrascriveilverbale,laritrovariversaaterramoribonda:sgozzatasiconun chiodo alla gola, pronunciò che, tentata dal diavolo, si era uccisa per scomparire dal mondo.IntrodottadaMicheleDiSivo,lastoriasarànarrataconlevocidiMariaCristinaGiontaeLucaNegronidellaCompagniadel Centro Teatrale Artigiano diretto da Pietro Longhi.Itestisonotrattidalvolume“BellezzaOrsini.Lacostruzionediunastrega”diMicheleDiSivo.Ladrammaturgiaelaregiasono a cura di Silvio Giordani. Musica dal vivo di Emiliano Ottaviani. Costumi Sorelle Ferroni.
"Plautilla", percorso drammaturgico su Plautilla Bricci l'ArchitettatriceArchivio di Stato di Roma - Sala Alessandrina - 27 aprile 2022PlautillaBricci,figurasingolareeatrattiunicanellaRomabarocca delSeicento,saràalcentrodiunpercorsodrammaturgicoscrittoe direttodalTeatroManzoniedalCentroTeatraleArtigianoin programmapressol’ArchiviodiStatodiRomail27aprile.La performanceteatralesaràintrodottadaYuriPrimarosa,curatore dellaprimamostrainteramentededicataall’artista,PlautillaBricci pittriceearchitettrice.UnarivoluzionesilenziosapressolaGalleria Corsini.FormatasinellabottegadelpadreGiovanni,inunasocietàa caratterefortementemaschile,lagiovanePlautillaBricciinizialasua carriera artistica nella cerchia romana del Cavalier d'Arpino.Unattonotariledel1663,relativoailavoriperlarealizzazionedi VillaBenedettafuoriPortaSanPancraziosulGianicolo,ci restituisceperlaprimavoltal'usodellaparola"architettrice", riferitoproprioaPlautilla.Taledefinizionesanciscel'autonomiadella donnanellasuaattivitàprogettuale,chesinoadalloraerarimastain ombra e relegata a collaboratrice di più illustri architetti e pittori.PlautillaèquindiautricedelprogettodiVillaBenedetta,dettaanche ilVascelloperlasuapiantaarticolata;lavillaerastata commissionatadall'abateElpidioBenedetti,amicoeconsiglieredel cardinaleMazzarino,concuilaBriccineltempoavevaintessutoun intenso sodalizio che le garantì un’indipendenza rarissima per una
donnadell’epoca.L'edificiosisviluppavasutrepianiepresentavaunariccadecorazioneinterna:unadellevoltedelpianonobileera affrescatacon"L'Aurora"diPietrodaCortona.Nel1849l'edificiodivenneunavampostodelletruppegaribaldineimpegnatecontro l'esercito francese, andando purtroppo distrutto.NelfondodeiTrentaNotaicapitolinidell’'ArchiviodiStatodiRomasonoconservatiilcapitolatoesettedisegnidiVillaBenedetta, probabilmenteiprimiprogettiarchitettonicitracciatidaunadonnaaesseregiuntiainostrigiorni,atestimonianzadelruolodidirettrice dei lavori svolto da Plautilla.“Plautilla”,direttadaSilvioGiordani,interpretatadaPietroLonghieClaudiaFerriconmusichedalvivodiEmilianoOttavianieCarla Mulas González, verrà rappresentata presso la Sala Alessandrina il 27 aprile alle ore 16.
Venerdì 29 aprile ore 17.00 Via Monte Zebio 14, RomaCENTRO TEATRALE ARTIGIANO presenta «URSULA HIRSCHMANN» drammaturgia e regia di SILVIO GIORDANIDa «Ventotene. Il viaggio di Ursula verso l’Europa» di Emanuela Lucchetti e Gianpiero Chionnacon MARIA CRISTINA GIONTA, GIUSEPPE RENZO, EMILIANO OTTAVIANImusiche dal vivo eseguite da LAURA MAZZONPrimoappuntamentodellanuovainiziativaalTeatroManzonidiRoma:la serieteatrale“NASCOSTE.Storiepersetralepaginedeltempo”acuradi MICHELE DI SIVO, EMANUELA LUCCHETTI E FABRIZIO OLIVERIOUnanuovainiziativaalTeatroManzonidiRoma:ilprossimo29aprilealle ore17.00prendeilviacon“UrsulaHirschmann”–drammaturgiaeregia diSilvioGiordani-laserieteatraleNascoste.Storiepersetralepaginedel tempo,acuradiMicheleDiSivo,EmanuelaLucchettieFabrizioOliverio. “Nascoste”sonostoriespessodimenticate,fattedigestaeroiche, emancipazioneeresistenza.Viteeraccontipersitralepieghedeltempoin attesa di qualcuno che li ascolti.Vicendecheapprodanoateatroperpresentarsiallospettatoreinuna vestenuovagrazieadunpercorsodrammaturgicoedall’incontrodel CentroTeatraleArtigianodiRomaconilMasterEspertoin ComunicazioneStoricadell’UniversitàRomaTre.Ilprogettosiavvale anchedellacollaborazionedell’AssociazioneEiocistocheoperaatutto tondonelcampodell’arteedellacultura.Larassegnaprevedeunaseriedi incontrichesarannopropostinellaprossimastagionedelTeatroManzoni evedrannoalcentrofigurecomeMargheritaSarfatti,IsabellaDe’Medici, Giandante X, Bellezza Orsini, Pippa Bacca.LafiguradiUrsulaHirschmannelanascitadelManifestodiVentotene sarannoalcentrodellaprima“storia”,inprogrammaproprioil29aprile alleore17.00conMariaCristinaGionta,GiuseppeRenzoedEmiliano Ottaviani. Musiche dal vivo eseguite da Laura Mazzon.
IlprogettoverràintrodottodalProfessoreMichelediSivo,storicoeinsegnantediArchivisticaall’UniversitàdegliStudiRomaTre.Aseguire siterràunabreveprefazioneallarappresentazioneteatralesuUrsulaHirschmannacuradiEmanuelaLucchetti,comunicatricestorica, attualmentepartecipealprogrammadiapprofondimentostoricoPassatoePresente,condottodaPaoloMieli.Alterminedella rappresentazioneteatralesiterràundibattitoconilpubblicoinsala,condottodallastessaEmanuelaLucchettieFabrizioOliverio, archeologo ed esperto in comunicazione storica, televisiva e multimediale.
Festival delle Ville Vesuviane
Teatro Manzoni
Conlospettacolo"BellezzaOrsini"prodottodalCentroTeatraleArtigianoMARIACRISTINAGIONTAèentratanellaternadelmigliore interprete, sezione monologhi, del premio LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO.Il 7 settembre 2023, con ripresa di RAI 1 si terrà la cerimonia di premiazione presso il TEATRO STABILE DI CATANIA.
7 settembre - Catania - Serata di gala per il Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2023Siterràil7settembrealle20,30,apiazzaUniversitàaCatania,con diretta/differitasuRaiunocondottadaTullioSolenghi,laseratafinaledelPremio LeMascheredelTeatroItaliano2023organizzatoperilsecondoannodalTeatro StabilediCatania.TredicilecategoriefinalisteedueiPremispeciali.AGabriele Lavia(nellafoto)attore,registaesceneggiatoreitalianotraipiùacclamati,che l’annoscorsohacompiuto80anni,vailPremiodelPresidente,unpremiodato direttamentedalPresidentedellaGiuria,GianniLetta;mentreadAnnamaria Granatello,dal2006PresidenteeDirettricedelPremioSolinas,ilPremioGraziella LonardiBuontempoconilqualevieneonoratalamemoriadiGraziellaBuontempo mecenate napoletana, celebre collezionista e amante dell’arte contemporanea.…segue articolo sul sito Cronaca Oggi Quotidiano
Le Maschere del Teatro Italiano 2023: ecco i vincitoriRobertCarsen:"Dobbiamofareilpossibileaffinchéilteatrocontinuiavivere,perattirarenuovopubblicoenonpermantenereinvitapersone che fanno sempre le stesse cose".
TraipreminonassegnatifiguraquellodiMariaCristinaGionta,candidatatraiMigliorimonologhi.IlsuoBellezzaOrsini.La costruzionediunastrega,drammaturgiaeregiadiSilvioGiordani,moltoapprezzatodallacriticanonèriuscitoavinceremacomedalei dichiarato, ha comunque fatto parte della terna finalista. Per la Gionta comunque l’esperienza è stata positiva: "Sonocontentanonostantenonabbiavintoperchésiècomunquecreataunasinergiatrai teatranti,soprattuttonellamiacategoriaconElenaArvigoeErmannaMontanari.Maquesto accadequandocondividileemozioni.Lasceltadiorganizzarelaseratainpiazzaediportaredi piùilteatrotralagente,l’hotrovatamoltopositiva.Intelevisionesidovrebbeparlaredipiùdi teatro,inorarimenodinicchia,persensibilizzaredipiùlepersoneallospettacolodalvivo. Perchélospettacolovavistoateatro,èunicoeirripetibileognivolta.Questaèl’identità fortissima del teatro.’"…segue articolo sul sito Teatro.it
Bellezza Orsini, la strega. La voce delle donne scrive la propria storiaIl sapere delle donne è la loro autentica stregoneria. Con gli occhi di oggi non si fa fatica a maturare questa consapevolezza, ma è di certo impattante sentirla giungere direttamente dalla voce della strega, o meglio, dalla sua mano, con cui – forse manu propriacon le ultime forze, forse dettando al nipote – lo mette nero su bianco sulle pagine diario la sabina Bellezza Orsini per consegnarlo al futuro.Bellezza Orsini, la costruzione di una strega, Maria Cristina Gionta – foto di Valerio Faccini.Arriva infatti direttamente dal 1528 – sfatando senza dirlo anche molte falsità sulle streghe, erroneamente considerate un prodotto dell’arretratezza medievale e prodotto invece di quella controriforma che cercava capri espiatori a una fame diffusa di sapere. E quale migliore di una donna, che con le sue erbe d fattucchiera sapeva compiere ciò di cui l’istituzione maschile voleva intestarsi la sola autorità.Non della loro arte però restituisce il vivido e tragico racconto Bellezza Orsini, la costruzione di una strega, in scena al Teatro Gerolamo, ma quella del corpo di una donna che la propria spinta a conoscere l’ha pagata nelle piaghe e nel dolore, a prezzo della tortura della corda, ideale per la Chiesa cui era sufficiente evitare lo spargimento di sangue.Non è un’eroina, Isabella nota come Bellezza, se questa categoria si riserva a chi sa essere più forte del dolore e delle sorti già scritte. Lei cede, ma la narrazione che il potere – maschio e colto, nel suo latino invadente, nel suo pretendere di raccontare al posto suo la sua storia – vuole estorcerle sulle streghe, la vuole scrivere lei.Avrete ciò che volete, sembra dire, ma a modo mio. Cos è lei a tracciare un’immaginario di sabba stregati, di diavoli bellissimi con cui congiungersi carnalmente sotto il noce di Benevento, di morte e di lussuria. Sta almeno in questo la forza delle storie, consegnate probabilmente soltanto per salvarsi.Ma non è abbastanza, e cos, su un palcoscenico popolato di corde appese a prefigurare un destino, va in scena la tortura che l’inquisitore volle imporle perchè il mondo sapesse. Maria Cristina Giontala porta in scena con una intensità drammaturgicamente molto convincente, che riesce ad essere verosimile senza scadere nell’eccesso di teatralità.Del resto, questo testo – che muove dal libro omonimo di Michele Di Sivo, lo fa a partire dal dato storico, ed è a quello che sembra voler porre, prima di tutto attenzione. Bellezza è una donna, prima che un personaggio, sofferenza e fierezza (anche nella resa) prima che simbolo. Parla, dal suo tempo, con la sua voce e la sua lingua, in un dialetto sabino preciso ma che non rende affatto complessa la fruizione.A sostenerla, e a far da contraltare al latinorum dell’inquisitore in abiti eleganti e piuma sul cappello, la musica di Emanuele Ottaviani, che negli stessi panni la sottolinea con musiche originali e ne punteggia la vicenda prendendo a prestito alcune canzoni che sembrano venire direttamente dalla tradizione della musica popolare, dei suoi canti di dolore e d’amore.Di fronte alle ammissioni, forzate quanto grottesche, di Bellezza, la morte è inevitabile. Ma ancora una volta, Bellezza Orsini sceglie una propria, forse paradossale, via di libertà. Se non può evitare di morire, che almeno sia a suo modo. Prima che la sentenza – senza attenuanti, per chi ha ammesso tutto ciò che “doveva” – venga eseguita, sarà lei a darsi la morte, con un chiodo in gola a spegnere la sua voce ma a garantire che le poche pagine in cui quella voce è stata scritta siano salvate, a loro volta, dal rogo.SeMichele Di Sivo, drammaturgicamente, riepiloga forse qualche volta di troppo lo svolgersi di una vicenda che l’interpretazione rende già limpidamente comprensibile, spingendo a una sincera partecipazione, Silvio Giordaniha nella scelta di regia del finale l’intuizione più efficace, anche sul piano simbolico: nella morte, scelta e non subita, cos come le parole che ha scelto per dirsi, Bellezza Orsini recupera la propria identità e una lingua contemporanea, a colmare anche sul piano della forma la distanza tra il 1528 di Fiano Romano e il presente, in cui ancora la scelta della donna su se stessa, il proprio corpo e la propria autonarrazione, subisce molte forme di interferenza.Nella pur convincente interpretazione diLuca Negroni,giudice, notaio e filatore della trama, nel ruolo di narratore che il testo gli affida, la trasposizione della vita di Bellezza Orsini, che seppe ammalare e guarire, lascia la stessa convinzione che si deve alla sua interprete: merita fiducia e spazio. Perchè Maria Cristina Gionta non difetta di talento e perchè, dal canto suo, Bellezza Orsini e con lei le donne hanno una voce abbastanza forte per raccontarsi da sè.Recensione tratta da: https://www.artapartofculture.net/2025/02/03/bellezza-orsini-la-strega-la-voce-delle-donne-scrive-la-propria-storia/Chiara PalumboNata (nel 1994) e cresciuta in Lombardia suo malgrado, con un' anima di mare di cui il progetto del giornalismo come professione fa parte da che ha memoria. Lettrice vorace, riempitrice di taccuini compulsiva e inguaribile sognatrice, mossa dall'amore per la parola, soprattutto se è portata sulle tavole di un palcoscenico. "Minoranza di uno", per vocazione dalla parte di tutte le altre. Con una laurea in lettere in tasca e una in comunicazione ed editoria da prendere, scrivo di molte cose cercando di impararne altrettante.
“Bellezza Orsini. La costruzione di una strega” al Teatro Gerolamo di MilanoDi Carlo Tomeo Gen 27, 2025HovistoierialTeatroGerolamounemozionantespettacolocheraccontaunepisodiodiaccusaecondannaperstregoneriaavvenutoaFiano Romanonel1528edicuifuvittimaBellezzaOrsini,figlianaturalediPietroAngelodegliOrsini,padronidelfeudodiMonterotondo.Nesono InterpretiMariaCristinaGiontanelruolodellaprotagonistaeLucaNegroniinquellodelnotaioaventeanchelafunzionediaccusatoree che,torturandola,l’interrogaperfarleammetterelaveridicitàdelleaccusemossele.Ladonnaèlegataaipolsiconcordechevengonotiratea tratti,epiùfortementeneimomentidelledomandecruciali,perindurlaaconfessare.Inunascenaessenzialeappaiono,sospesedall’alto, cordesimilarichesimbolizzano(etestimoniano)ilmezzoditorturautilizzatoinquegliannidallachiesaperché,purinducendofortedolore fino allo slogamento dei polsi, non provocavano spargimento di sangue.AscrivereladrammaturgiadellospettacoloeacurarnelaregiaèSilvioGiordani,chenehatrattospuntodaltesto“BellezzaOrsini.La costruzionediunastrega(1528),RomanelRinascimento”dell’archivistaMicheleDiSivopubblicatonel2016,echehaancheapprofondito visitando direttamente in più riprese l’Archivio di Stato per consultare i documenti originali dell’epoca.Nellarappresentazionesiassisteaquellechesonolefasipiùdrammatichedell’interrogatoriochesifannosemprepiùcruenteneimomenti incuiladonnacercadidifendersistrenuamentenegandodiessereunastregaeraccontandocheleiavevafattosolodelbenegrazieaun librodi180fogli,“tuctilisecretidelmondo”consistentenelleindicazioniperguariredaognimalannoecheleerastatofattoleggeredauna donnapiùgrandedilei,LuciaDeLorenzodaPonzano.PerBellezzalastregoneriaèlaconoscenzadellanaturaedellascienza:piùcose impariepiùnevuoiimparareancora,“piùvaiinnanzepiùvuoiire”.Acontrapporsiallasuaaccesadifesaespostaindialettosabino medievaledel‘500c’èquellaimplacabileinlatinodell’uomochenonconcedetreguaechestringesemprepiùfortementelecordelegateai polsidelladonna.Sonoimomentipiùdrammaticidell’interrogatorioe,quandolastrettadellacordasifapiùforte,lasettima,Bellezzanon potendo più sopportare il dolore, urla “ditemi quale verità volete e io vi dirò” e confessa, s, di essere una strega.Lasempliceconfessione,però,nonbastaall’accusatorechevuoleindagarepiùafondopermegliotrovareleprovedicolpevolezzamain realtàperappagarepruritiinconfessabilieperquestoladonnafinisceperconfessarediaverpartecipatopiùvolteaisabbainonoredel DiavolochevenivanoorganizzatidinottealnoceversoBeneventosottolaguidadellamaestrachiamataBefaniaediaverinoltreinsegnato adaltredonnecomediventarestreghe.EquiMariaCristinaGiontaentraancorapiùfortementenell’humusdell’azionedoveilpersonaggioè presodaesaltazioninell’evocareepisodimaivissutiesoloimmaginatieresicredibiliperevitarealtretorture.Alterminearrivalacondanna maprimalevieneconcessodiscriverelesueconfessioniinunquadernoscrittoinitalianovolgareoraconservatonell’Archiviodistatoeche è stato fonte del testo di Di Sivo.Alterminel’attriceavanzaversoilpubblico,dichiaralesuegeneralitàesirendeliberadainodidellecordechepertuttoiltempo dell’interrogatorioedellatorturaleavevanostrettoipolsi.Gestosimbolico,oltrechereale,diliberazioneseguitodaquelloestremoincuisi trafiggeilcolloconunchiodochesanciscelasceltadidarsilamortepernonsottomettersiaquellavolutaeprontaaesserepraticatadachi l’aveva condannata ingiustamente.Operazioneimpegnativa,degnadilode,quelladiSilvioGiordaniperlaricostruzionestoricadellavicendaresainunattounicodipocopiùdi un’ora,intenso,chenonconcedetreguaallospettatore,tantaèladrammaticitàdellavicendadaassumerequasiilritmodelteatrodigenere giudiziarioche,purconoscendoinanticipotuttol’andamentofinoalfinale,nonperdeinsuspence.Questograzieaidueinterpreti:Maria CristinaGionta,cheperquestainterpretazioneentròinnominationnellaternadelpremioLeMascheredelTeatroItaliano2023come miglioreinterpretedimonologo,ècompletamenteimmersaemotivamentenelpersonaggiocheèchiamataarappresentarerivelandoneper gradilevariesfaccettaturedelcarattere.Accantoalei,LucaNegronisaimpersonaremagnificamentel’inesorabileinquisitorechenon concedetreguaalladonnache,siintuisce,ègiàcondannatainpartenza(l’interrogatorioall’epocaerasolounproformaelapersonain genereconfessavaperchélatorturasifacevasemprepiùstringenteedolorosa).Adaccompagnareidueartistisonolemusicheeseguitedal bravoEmilianoOttaviani,ancheluivestitoconabitimedievali.Alterminedellospettacoloilpubblicopresentehamanifestatounlargo consenso e Maria Cristina Gionta in particolare si è mostrata visibilmente commossa.Visto al Teatro Gerolamo il 26 gennaio 2025(Carlo Tomeo)Recensione tratta da https://alessandria.today/2025/01/27/bellezza-orsini-la-costruzione-di-una-strega-al-teatro-gerolamo-di-milano-recensione/“BELLEZZAORSINI.Lacostruzionediunastrega”daltestodiMicheleDiSivoconMariaCristinaGiontaeLucaNegronimusichedal vivodiEmilianoOttavianidrammaturgiaeregiaSilvioGiordanidisegnoluciMarcoMacrini|costumiSorelleFerroni|produzione Centro Teatrale Artigiano.
diretto da Pietro Longhi e Daniela Petruzzi
Centro Teatrale ArtigianoSede Fiscale: Via Monte Zebio 14/c 00195 Roma Partita Iva e Codice Fiscale: 13195511004 SteveR
Bellezza Orsini. La costruzione di una strega.Rappresentazione Teatrale in occasione della Domenica di carta 2021Domenicadicarta2021,il10ottobre,pressolaBibliotecaAlessandrinadell’Archivio diStatodiRoma,laCompagniadelCentroTeatraleArtigianodirettadaPietro Longhihaorganizzatounarappresentazioneteatralecheevidenzieràlafigura femminile, Bellezza Orsini, protagonista nel Cinquecento di una vicenda drammatica.Nel1528BellezzaOrsini,figlianaturalediPietroAngeloeservadegliOrsini, feudataridiMonterotondo,accusatadistregoneriainseguitoallafamapubblicasui suoimaleficiconleerbe.ProcessataetorturatanellaRoccadiFianoRomano,finìper cederealleaccusepassandodaunadecisadifesadeisuoicomportamentialla descrizione del sabba con il diavolo attorno all’albero di noce di Benevento.Allacondannatavieneapplicatalatorturariservataagliuomini,senzaleattenuazioni usualiperledonne,inquantostrega.AlsettimotrattodicordaBellezzacrollaaterra econfessadiesserestrega,diavereinsegnatola“stregoneria”atantissimepersonee di aver ammalato e guarito per denaro.L’eventohaunepilogotragico.Ilnotaiostesso,chetrascriveilverbale,laritrova riversaaterramoribonda:sgozzatasiconunchiodoallagola,pronunciòche,tentata dal diavolo, si era uccisa per scomparire dal mondo.IntrodottadaMicheleDiSivo,lastoriasarànarrataconlevocidiMariaCristina GiontaeLucaNegronidellaCompagniadelCentroTeatraleArtigianodirettoda Pietro Longhi.Itestisonotrattidalvolume“BellezzaOrsini.Lacostruzionediunastrega”diMichele DiSivo.LadrammaturgiaelaregiasonoacuradiSilvioGiordani.Musicadalvivodi Emiliano Ottaviani. Costumi Sorelle Ferroni.
"Plautilla", percorso drammaturgico su Plautilla Bricci l'ArchitettatriceArchivio di Stato di Roma - Sala Alessandrina - 27 aprile 2022PlautillaBricci,figurasingolareeatrattiunica nellaRomabaroccadelSeicento,saràalcentro diunpercorsodrammaturgicoscrittoediretto dalTeatroManzoniedalCentroTeatrale Artigianoinprogrammapressol’Archiviodi StatodiRomail27aprile.Laperformance teatralesaràintrodottadaYuriPrimarosa, curatoredellaprimamostrainteramente dedicataall’artista,PlautillaBriccipittricee architettrice.Unarivoluzionesilenziosapresso la Galleria Corsini.FormatasinellabottegadelpadreGiovanni,in unasocietàacaratterefortementemaschile,la giovanePlautillaBricciinizialasuacarrieraartisticanellacerchiaromanadelCavalier d'Arpino.Unattonotariledel1663,relativoailavoriperlarealizzazionediVillaBenedettafuori PortaSanPancraziosulGianicolo,cirestituisceperlaprimavoltal'usodellaparola "architettrice",riferitoproprioaPlautilla.Taledefinizionesanciscel'autonomiadella donnanellasuaattivitàprogettuale,chesinoadalloraerarimastainombraerelegataa collaboratrice di più illustri architetti e pittori.PlautillaèquindiautricedelprogettodiVillaBenedetta,dettaancheilVascelloperlasua piantaarticolata;lavillaerastatacommissionatadall'abateElpidioBenedetti,amicoe consiglieredelcardinaleMazzarino,concuilaBriccineltempoavevaintessutounintenso sodaliziochelegarantìun’indipendenzararissimaperunadonnadell’epoca.L'edificiosi sviluppavasutrepianiepresentavaunariccadecorazioneinterna:unadellevoltedel pianonobileeraaffrescatacon"L'Aurora"diPietrodaCortona.Nel1849l'edificiodivenne unavampostodelletruppegaribaldineimpegnatecontrol'esercitofrancese,andando purtroppo distrutto.NelfondodeiTrentaNotaicapitolinidell’'ArchiviodiStatodiRomasonoconservatiil capitolatoesettedisegnidiVillaBenedetta,probabilmenteiprimiprogettiarchitettonici tracciatidaunadonnaaesseregiuntiainostrigiorni,atestimonianzadelruolodi direttrice dei lavori svolto da Plautilla.“Plautilla”,direttadaSilvioGiordani,interpretatadaPietroLonghieClaudiaFerricon musichedalvivodiEmilianoOttavianieCarlaMulasGonzález,verràrappresentatapresso la Sala Alessandrina il 27 aprile alle ore 16.
Venerdì 29 aprile ore 17.00 Via Monte Zebio 14, RomaCENTRO TEATRALE ARTIGIANO presenta «URSULA HIRSCHMANN» drammaturgia e regia di SILVIO GIORDANIDa «Ventotene. Il viaggio di Ursula verso l’Europa» di Emanuela Lucchetti e Gianpiero Chionnacon MARIA CRISTINA GIONTA, GIUSEPPE RENZO, EMILIANO OTTAVIANImusiche dal vivo eseguite da LAURA MAZZONPrimoappuntamentodellanuovainiziativaal TeatroManzonidiRoma:laserieteatrale “NASCOSTE.Storiepersetralepaginedel tempo”acuradiMICHELEDISIVO,EMANUELA LUCCHETTI E FABRIZIO OLIVERIOUnanuovainiziativaalTeatroManzonidiRoma: ilprossimo29aprilealleore17.00prendeilvia con“UrsulaHirschmann”–drammaturgiae regiadiSilvioGiordani-laserieteatrale Nascoste.Storiepersetralepaginedeltempo,a curadiMicheleDiSivo,EmanuelaLucchettieFabrizioOliverio.“Nascoste”sonostorie spessodimenticate,fattedigestaeroiche,emancipazioneeresistenza.Viteeraccontipersi tra le pieghe del tempo in attesa di qualcuno che li ascolti.Vicendecheapprodanoateatroperpresentarsiallospettatoreinunavestenuovagraziead unpercorsodrammaturgicoedall’incontrodelCentroTeatraleArtigianodiRomaconil MasterEspertoinComunicazioneStoricadell’UniversitàRomaTre.Ilprogettosiavvale anchedellacollaborazionedell’AssociazioneEiocistocheoperaatuttotondonelcampo dell’arteedellacultura.Larassegnaprevedeunaseriediincontrichesarannopropostinella prossimastagionedelTeatroManzonievedrannoalcentrofigurecomeMargheritaSarfatti, Isabella De’ Medici, Giandante X, Bellezza Orsini, Pippa Bacca.LafiguradiUrsulaHirschmannelanascitadelManifestodiVentotenesarannoalcentro dellaprima“storia”,inprogrammaproprioil29aprilealleore17.00conMariaCristina Gionta, Giuseppe Renzo ed Emiliano Ottaviani. Musiche dal vivo eseguite da Laura Mazzon.IlprogettoverràintrodottodalProfessoreMichelediSivo,storicoeinsegnantedi Archivisticaall’UniversitàdegliStudiRomaTre.Aseguiresiterràunabreveprefazionealla rappresentazioneteatralesuUrsulaHirschmannacuradiEmanuelaLucchetti, comunicatricestorica,attualmentepartecipealprogrammadiapprofondimentostorico PassatoePresente,condottodaPaoloMieli.Alterminedellarappresentazioneteatralesi terràundibattitoconilpubblicoinsala,condottodallastessaEmanuelaLucchettie Fabrizio Oliverio, archeologo ed esperto in comunicazione storica, televisiva e multimediale.
Conlospettacolo"BellezzaOrsini"prodottodalCentroTeatraleArtigianoMARIACRISTINA GIONTAèentratanellaternadelmiglioreinterprete,sezionemonologhi,delpremioLE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO.Il7settembre2023,conripresadiRAI1siterràlacerimoniadipremiazionepressoil TEATRO STABILE DI CATANIA.
7 settembre - Catania - Serata di gala per il Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2023Siterràil7settembrealle20,30,apiazzaUniversità aCatania,condiretta/differitasuRaiunocondottada TullioSolenghi,laseratafinaledelPremioLe MascheredelTeatroItaliano2023organizzatoperil secondoannodalTeatroStabilediCatania.Tredicile categoriefinalisteedueiPremispeciali.AGabriele Lavia(nellafoto)attore,registaesceneggiatoreitalianotraipiùacclamati,chel’annoscorso hacompiuto80anni,vailPremiodelPresidente,unpremiodatodirettamentedalPresidente dellaGiuria,GianniLetta;mentreadAnnamariaGranatello,dal2006PresidenteeDirettrice delPremioSolinas,ilPremioGraziellaLonardiBuontempoconilqualevieneonoratala memoriadiGraziellaBuontempomecenatenapoletana,celebrecollezionistaeamante dell’arte contemporanea.…segue articolo sul sito Cronaca Oggi Quotidiano
Le Maschere del Teatro Italiano 2023: ecco i vincitoriRobertCarsen:"Dobbiamofareilpossibileaffinchéilteatrocontinuiavivere,perattirare nuovo pubblico e non per mantenere in vita persone che fanno sempre le stesse cose".
TraipreminonassegnatifiguraquellodiMariaCristinaGionta,candidatatraiMigliori monologhi.IlsuoBellezzaOrsini.Lacostruzionediunastrega,drammaturgiaeregiadi SilvioGiordani,moltoapprezzatodallacriticanonèriuscitoavinceremacomedalei dichiarato, ha comunque fatto parte della terna finalista. Per la Gionta comunque l’esperienza è stata positiva: "Sonocontentanonostantenonabbiavintoperchésiècomunquecreataunasinergiatrai teatranti,soprattuttonellamiacategoriaconElenaArvigoeErmannaMontanari.Maquesto accadequandocondividileemozioni.Lasceltadi organizzarelaseratainpiazzaediportaredipiùil teatrotralagente,l’hotrovatamoltopositiva.In televisionesidovrebbeparlaredipiùditeatro,in orarimenodinicchia,persensibilizzaredipiùle personeallospettacolodalvivo.Perchélospettacolo vavistoateatro,èunicoeirripetibileognivolta. Questa è l’identità fortissima del teatro.’"…segue articolo sul sito Teatro.it
Bellezza Orsini, la strega. La voce delle donne scrive la propria storiaIl sapere delle donne è la loro autentica stregoneria. Con gli occhi di oggi non si fa fatica a maturare questa consapevolezza, ma è di certo impattante sentirla giungere direttamente dalla voce della strega, o meglio, dalla sua mano, con cui – forse manu propriacon le ultime forze, forse dettando al nipote – lo mette nero su bianco sulle pagine diario la sabina Bellezza Orsini per consegnarlo al futuro.Bellezza Orsini, la costruzione di una strega, Maria Cristina Gionta – foto di Valerio Faccini.Arriva infatti direttamente dal 1528 – sfatando senza dirlo anche molte falsità sulle streghe, erroneamente considerate un prodotto dell’arretratezza medievale e prodotto invece di quella controriforma che cercava capri espiatori a una fame diffusa di sapere. E quale migliore di una donna, che con le sue erbe d fattucchiera sapeva compiere ciò di cui l’istituzione maschile voleva intestarsi la sola autorità.Non della loro arte però restituisce il vivido e tragico racconto Bellezza Orsini, la costruzione di una strega, in scena al Teatro Gerolamo, ma quella del corpo di una donna che la propria spinta a conoscere l’ha pagata nelle piaghe e nel dolore, a prezzo della tortura della corda, ideale per la Chiesa cui era sufficiente evitare lo spargimento di sangue.Non è un’eroina, Isabella nota come Bellezza, se questa categoria si riserva a chi sa essere più forte del dolore e delle sorti già scritte. Lei cede, ma la narrazione che il potere – maschio e colto, nel suo latino invadente, nel suo pretendere di raccontare al posto suo la sua storia – vuole estorcerle sulle streghe, la vuole scrivere lei.Avrete ciò che volete, sembra dire, ma a modo mio. Cos è lei a tracciare un’immaginario di sabba stregati, di diavoli bellissimi con cui congiungersi carnalmente sotto il noce di Benevento, di morte e di lussuria. Sta almeno in questo la forza delle storie, consegnate probabilmente soltanto per salvarsi.Ma non è abbastanza, e cos, su un palcoscenico popolato di corde appese a prefigurare un destino, va in scena la tortura che l’inquisitore volle imporle perchè il mondo sapesse. Maria Cristina Giontala porta in scena con una intensità drammaturgicamente molto convincente, che riesce ad essere verosimile senza scadere nell’eccesso di teatralità.Del resto, questo testo – che muove dal libro omonimo di Michele Di Sivo, lo fa a partire dal dato storico, ed è a quello che sembra voler porre, prima di tutto attenzione. Bellezza è una donna, prima che un personaggio, sofferenza e fierezza (anche nella resa) prima che simbolo. Parla, dal suo tempo, con la sua voce e la sua lingua, in un dialetto sabino preciso ma che non rende affatto complessa la fruizione.A sostenerla, e a far da contraltare al latinorum dell’inquisitore in abiti eleganti e piuma sul cappello, la musica di Emanuele Ottaviani, che negli stessi panni la sottolinea con musiche originali e ne punteggia la vicenda prendendo a prestito alcune canzoni che sembrano venire direttamente dalla tradizione della musica popolare, dei suoi canti di dolore e d’amore.Di fronte alle ammissioni, forzate quanto grottesche, di Bellezza, la morte è inevitabile. Ma ancora una volta, Bellezza Orsini sceglie una propria, forse paradossale, via di libertà. Se non può evitare di morire, che almeno sia a suo modo. Prima che la sentenza – senza attenuanti, per chi ha ammesso tutto ciò che “doveva” – venga eseguita, sarà lei a darsi la morte, con un chiodo in gola a spegnere la sua voce ma a garantire che le poche pagine in cui quella voce è stata scritta siano salvate, a loro volta, dal rogo.SeMichele Di Sivo, drammaturgicamente, riepiloga forse qualche volta di troppo lo svolgersi di una vicenda che l’interpretazione rende già limpidamente comprensibile, spingendo a una sincera partecipazione, Silvio Giordaniha nella scelta di regia del finale l’intuizione più efficace, anche sul piano simbolico: nella morte, scelta e non subita, cos come le parole che ha scelto per dirsi, Bellezza Orsini recupera la propria identità e una lingua contemporanea, a colmare anche sul piano della forma la distanza tra il 1528 di Fiano Romano e il presente, in cui ancora la scelta della donna su se stessa, il proprio corpo e la propria autonarrazione, subisce molte forme di interferenza.Nella pur convincente interpretazione diLuca Negroni,giudice, notaio e filatore della trama, nel ruolo di narratore che il testo gli affida, la trasposizione della vita di Bellezza Orsini, che seppe ammalare e guarire, lascia la stessa convinzione che si deve alla sua interprete: merita fiducia e spazio. Perchè Maria Cristina Gionta non difetta di talento e perchè, dal canto suo, Bellezza Orsini e con lei le donne hanno una voce abbastanza forte per raccontarsi da sè.Recensione tratta da: https://www.artapartofculture.net/2025/02/03/bellezza-orsini-la-strega-la-voce-delle-donne-scrive-la-propria-storia/Chiara PalumboNata (nel 1994) e cresciuta in Lombardia suo malgrado, con un' anima di mare di cui il progetto del giornalismo come professione fa parte da che ha memoria. Lettrice vorace, riempitrice di taccuini compulsiva e inguaribile sognatrice, mossa dall'amore per la parola, soprattutto se è portata sulle tavole di un palcoscenico. "Minoranza di uno", per vocazione dalla parte di tutte le altre. Con una laurea in lettere in tasca e una in comunicazione ed editoria da prendere, scrivo di molte cose cercando di impararne altrettante.
“Bellezza Orsini. La costruzione di una strega” al Teatro Gerolamo di MilanoDi Carlo Tomeo Gen 27, 2025HovistoierialTeatroGerolamounemozionantespettacolocheraccontaunepisodiodi accusaecondannaperstregoneriaavvenutoaFianoRomanonel1528edicuifuvittima BellezzaOrsini,figlianaturalediPietroAngelodegliOrsini,padronidelfeudodi Monterotondo.NesonoInterpretiMariaCristinaGiontanelruolodellaprotagonistaeLuca Negroniinquellodelnotaioaventeanchelafunzionediaccusatoreeche,torturandola, l’interrogaperfarleammetterelaveridicitàdelleaccusemossele.Ladonnaèlegataaipolsi concordechevengonotirateatratti,epiùfortementeneimomentidelledomandecruciali, perindurlaaconfessare.Inunascenaessenzialeappaiono,sospesedall’alto,cordesimilari chesimbolizzano(etestimoniano)ilmezzoditorturautilizzatoinquegliannidallachiesa perché,purinducendofortedolorefinoalloslogamentodeipolsi,nonprovocavano spargimento di sangue.AscrivereladrammaturgiadellospettacoloeacurarnelaregiaèSilvioGiordani,cheneha trattospuntodaltesto“BellezzaOrsini.Lacostruzionediunastrega(1528),Romanel Rinascimento”dell’archivistaMicheleDiSivopubblicatonel2016,echehaanche approfonditovisitandodirettamenteinpiùripresel’ArchiviodiStatoperconsultarei documenti originali dell’epoca.Nellarappresentazionesiassisteaquellechesonolefasipiùdrammatichedell’interrogatorio chesifannosemprepiùcruenteneimomentiincuiladonnacercadidifendersi strenuamentenegandodiessereunastregaeraccontandocheleiavevafattosolodelbene grazieaunlibrodi180fogli,“tuctilisecretidelmondo”consistentenelleindicazioniper guariredaognimalannoecheleerastatofattoleggeredaunadonnapiùgrandedilei,Lucia DeLorenzodaPonzano.PerBellezzalastregoneriaèlaconoscenzadellanaturaedella scienza:piùcoseimpariepiùnevuoiimparareancora,“piùvaiinnanzepiùvuoiire”.A contrapporsiallasuaaccesadifesaespostaindialettosabinomedievaledel‘500c’èquella implacabileinlatinodell’uomochenonconcedetreguaechestringesemprepiùfortemente lecordelegateaipolsidelladonna.Sonoimomentipiùdrammaticidell’interrogatorioe, quandolastrettadellacordasifapiùforte,lasettima,Bellezzanonpotendopiùsopportareil dolore, urla “ditemi quale verità volete e io vi dirò” e confessa, s, di essere una strega.Lasempliceconfessione,però,nonbastaall’accusatorechevuoleindagarepiùafondoper megliotrovareleprovedicolpevolezzamainrealtàperappagarepruritiinconfessabilieper questoladonnafinisceperconfessarediaverpartecipatopiùvolteaisabbainonoredel DiavolochevenivanoorganizzatidinottealnoceversoBeneventosottolaguidadella maestrachiamataBefaniaediaverinoltreinsegnatoadaltredonnecomediventarestreghe. EquiMariaCristinaGiontaentraancorapiùfortementenell’humusdell’azionedoveil personaggioèpresodaesaltazioninell’evocareepisodimaivissutiesoloimmaginatieresi credibiliperevitarealtretorture.Alterminearrivalacondannamaprimalevieneconcesso discriverelesueconfessioniinunquadernoscrittoinitalianovolgareoraconservato nell’Archivio di stato e che è stato fonte del testo di Di Sivo.Alterminel’attriceavanzaversoilpubblico,dichiaralesuegeneralitàesirendeliberadai nodidellecordechepertuttoiltempodell’interrogatorioedellatorturaleavevanostrettoi polsi.Gestosimbolico,oltrechereale,diliberazioneseguitodaquelloestremoincuisi trafiggeilcolloconunchiodochesanciscelasceltadidarsilamortepernonsottomettersia quella voluta e pronta a essere praticata da chi l’aveva condannata ingiustamente.Operazioneimpegnativa,degnadilode,quelladiSilvioGiordaniperlaricostruzionestorica dellavicendaresainunattounicodipocopiùdiun’ora,intenso,chenonconcedetregua allospettatore,tantaèladrammaticitàdellavicendadaassumerequasiilritmodelteatrodi generegiudiziarioche,purconoscendoinanticipotuttol’andamentofinoalfinale,nonperde insuspence.Questograzieaidueinterpreti:MariaCristinaGionta,cheperquesta interpretazioneentròinnominationnellaternadelpremioLeMascheredelTeatroItaliano 2023comemiglioreinterpretedimonologo,ècompletamenteimmersaemotivamentenel personaggiocheèchiamataarappresentarerivelandonepergradilevariesfaccettaturedel carattere.Accantoalei,LucaNegronisaimpersonaremagnificamentel’inesorabile inquisitorechenonconcedetreguaalladonnache,siintuisce,ègiàcondannatainpartenza (l’interrogatorioall’epocaerasolounproformaelapersonaingenereconfessavaperchéla torturasifacevasemprepiùstringenteedolorosa).Adaccompagnareidueartistisonole musicheeseguitedalbravoEmilianoOttaviani,ancheluivestitoconabitimedievali.Al terminedellospettacoloilpubblicopresentehamanifestatounlargoconsensoeMaria Cristina Gionta in particolare si è mostrata visibilmente commossa.Visto al Teatro Gerolamo il 26 gennaio 2025(Carlo Tomeo)Recensione tratta da https://alessandria.today/2025/01/27/bellezza-orsini-la-costruzione-di-una-strega-al-teatro-gerolamo-di-milano-recensione/“BELLEZZAORSINI.Lacostruzionediunastrega”daltestodiMicheleDiSivoconMaria CristinaGiontaeLucaNegronimusichedalvivodiEmilianoOttavianidrammaturgiae regiaSilvioGiordanidisegnoluciMarcoMacrini|costumiSorelleFerroni|produzione Centro Teatrale Artigiano.